Il BOLLETTINO PARROCCHIALE

CATECHESI

Consiglio Pastorale Parrocchiale

Il Vicariato di Valdagno

Gruppo rinnovamento nello spirito



La chiesa

Il CORO GIOVANILE

SCHOLA CANTORUM

Gruppo chierichetti
Gruppo Pulizie della Chiesa



Il nostro Oratorio:
+Commissione
+Gioco delle Bocce
+Sport
RELIGIONE / La Chiesa / Storia della chiesa Ss.Pietro e Paolo








G.E.C. LUX

Gruppo Arianna

Gruppo SCOUT

O.M.G.

Gruppo del PRESEPE

Gruppi culturali

Gruppo Alpini



Sala della comunita' LUX

SCUOLA MATERNA Don G.Busato

La BANDA musicale

Eventi

Sondaggi

Links Utili



[Don Bruno]

[Don Otello]

[Sacrestano]

[Staff del sito]
(Guestbook)



      Un pò di storia...
Il parroco don Giuseppe Parise scriveva nel 1850 circa,
in continuazione al libro delle memorie di D. Michele Bertazzi
che la chiesa di S. Cecilia, la vecchia chiesa di Castelgomberto, era piuttosto angusta alla numerosa popolazione e che appena si presta sufficientemente alle ordinarie funzioni.

Mons. llario Rossettini scriveva:
<< Entrato nel 30 agosto 1896 in questa cura, mi pianse il cuore nel vedere la chiesa angusta e capace di contenere appena la metà della popolazione, la quale rimasta per ben due anni e mezzo senza sacerdoti, sentiva il gran bisogno di questi e accorreva numerosa alla chiesa e quindi fino dai primi giorni gettai la scintilla per la costruzione di una nuova chiesa.
Ma dove fabbricarla se mancava il luogo opportuno?
Quando si seppe questo mio desiderio la contessa Barbarani Capra, che col suo brolo giungeva fino a quella poca di piazza comunale che si trovava tra la casa comunale e la sacrestia di S. Cecilia, fu quasi costretta per pagare l'esattore fiscale, di vendere una parte del suo brolo, e allora si comperarono 5600mq. di terreno con lire 7000, dove si trova adesso la nuova chiesa con la nuova piazza.
Il municipio per avere una parte di piazza contribuì con 3700lire, sicchè in un anno o poco più il terreno venne del tutto pagato.
Nell'anno 1900 si cominciò a scavare le fondamenta e il giorno 4 Ottobre 1900 al suono delle campane della parrocchia e di tutti gli oratori sono disceso alla profondità di quasi 5 metri a benedire la prima pietra, collocata nel fianco destro di chi guarda la facciata e cioè nel fianco che guarda la strada comunale.
I liberali cercavano di mettere ostacoli col dileggio alla fabbrica, ma il popolo che ne sentiva estremo bisogno si unì in un sol pensiero nel lavoro, preparando sassi da quel monte sassoso su cui sorge la torre campanaria. Il disegno è di Marchioro Gerardo di Castelnuovo e misura in lunghezza m. 39, in larghezza 17.80; il coro m. 21 per 17, in tutto la chiesa è lunga 60 metri. Con la fabbrica della chiesa andavano sopiti tutti i partiti ed era allora per il parroco una cosa assai consolante.
Nell'anno 1908 ricorrendo il 25° anno della mia prima messa, Mons. Feruglio concesse alla chiesa il titolo di Arcipretale. Il Municipio ad unanimità di voti stabiliva di elargire per 5 anni L. 5000 all'anno per dare sempre più incremento alla chiesa.
Nel 1909 la chiesa fu coperta ed ultimata la facciata e il 9 nov. 1909 Mons. Feruglio veniva a benedire solennemente la prima pietra del coro soffermandosi in parrocchia per 3 giorni per amministrare la S. Cresima a tutte le parrocchie del Vicariato.
La pietra benedetta dal Vescovo fu collocata in cornu Evangelii del coro, tra il muro della chiesa e quello del coro, e per indicare il posto della pietra commemorativa è scolpita nella ricorrenza della base di pietra sopra il pavimento una piccola Croce. La pietra racchiude una pargamena che subito trascrivo e una moneta di Vittorio Emanuele 3. e una medaglia di S. Pio X.:

« Pridie Kal. oct. anno 1900 posita sunt fundamenta huius templi
« Deo dicati in honorem SS. App. Petri et Pauli, Summo Pont. Leone
« XIII, Ep. Vico Antonio Feruglio, Arch. Hilario Rossettini, magistro
« pagi Pernigotto Cego Valentino. VII Idus Nov. ano 1909 lapidem
« auspicalem presbiterii collocavit id. Ep. Antonius Feruglio Arch.
« Hilario Rossettini, et magistro pagi Pernigotto Cego, Pont. autem
« Pio X.

La lotta che seguì in paese per il costruendo acquedotto ritardò i lavori della chiesa; poichè alcuni abitanti di contrade lontane dal centro erano contrari a compiere un mutuo di 90 mila lire, necessario all'uopo. Il progetto però fu varato e compiuto. All'inaugurazione dell'acquedotto non si fecero solennità esterne, nè solenne benedizione per non urtare suscettibilità. Presto finirono le ostilità e tutti approvarono la utilità della conduttura d'acqua.
Sopiti i bollori degli spiriti accesi dalla questione dell'acquedotto, Lutti gli animi ritornarono al pensiero di terminare la nuova chiesa.
Nel 15 luglio 1915, giorno del SS. Redentore
  • è terminato il soffitto del coro e della chiesa, che costò oltre lire 18 mila,
  • è terminato il pavimento che costò lire 8mila,
  • è terminato l'intonaco di tutta la chiesa con la tinta, per cui si spesero oltre 6 mila lire.

    Avutane l'autorizzazione da parte dell'ordinario, presenti i sacerdoti del Vicariato, venne solennemente benedetta dallo scrivente (Mons. Rossettini).
    Mancavano le porte e anche queste vennero eseguite dagli artisti fratelli Scalzotto di questa parrocchia con legno americano e costarono L. 2600.
    L'altar maggiore fu eseguito da Giovanni Scarante di Pietra Santa dietro disegno ,dell'Arc. di Cornedo D. Antonio Sammartin, con marmo ,di Carrara, che compresi gli angeli costò lire 6 mila e venne in parte pagato da Francesco Sandri e Luigia sua sorella, che diedero L. 4500.
    Era desiderio di Mons. Rodolfi e mio di consacrarla il 10 ottobre 1915, ma nel 24 maggio, l'Italia dichiarò guerra all'Austria unendosi in alleanza con la Francia, Inghilterra, Russia a combattere l'Austria e la Germania, e perciò la consacrazione venne sospesa essendo più di 300 i figli di questa parrocchia richiamati alle armi, lasciando nel pianto, spose, figli, genitori.>>

    Queste cose lasciò scritte il def. Mons. Rossettini.
  • Avanti...


    Vola alla Home!